Introduzione alla sicurezza domestica

Quando ogni giorno ci colleghiamo alla nostra rete domestica, con i nostri dispositivi contenenti le nostre informazioni personali (carte di credito salvate, identità, contatti eccetera), ci esponiamo inevitabilmente a un rischio. Certo non vogliamo demonizzare internet, semplicemente non esiste il sistema perfetto, quello inviolabile, quindi qualche accortezza in più non guasta mai.

Una soluzione semplice ma che può aiutarci parecchio è la suddivisione della nostra rete in sottoreti. Mi spiego meglio.

Ogni dispositivo che si connette e dotato di un indirizzo IP , che altro non è che il codice che lo identifica nella rete. Esistono due standard di indirizzi IP, la versione 4 (IPv4), quella usata praticamente ovunque e la versione 6 (IPv6), più rara da trovare. I computer usano di default l’IPv4 quindi il codice che rappresenta l’IP sarà composto da quattro numeri che possono assumere valori da 0 a 255. Questo perché ogni numero rappresenta una serie di otto bit quindi abbiamo 4 byte (8 bit= 1 byte). Gli indirizzi IPv4 sono raggruppabili in classi. Le classi servono per indicare la struttura dell’indirizzo e di conseguenza quanti dispositivi e quali possono connettersi a quello preso in esame (questo argomento lo andremo ad approfondire nel prossimo articolo). La tecnica del subnetting consiste nel modificare la parte finale del nostro indirizzo, che varia in base alla classe (potrebbe essere l’ultimo dei quattro numeri, gli ultimi due e cosi via) in maniera tale da limitare i dispositivi che si possono connettere con il nostro.

Se dovessimo modificare l’inidirizzo IP del nostro router, suddividendolo in sottoreti, impostando quello dei nostri cellulari, computer e tutti i dispositivi che vi si connettono come una delle subnet (ad esempio il router viene modificato in maniera tale che possa far connettere solo 6 dispositivi, quindi ci sono 6 sottoreti e il cellulare sarà il primo, poi il computer il secondo e così via) a questo punto nessuna persona esterna potrebbe connettersi direttamente a noi. Questo perché quando andiamo a creare delle sottoreti andiamo anche a impostare una maschera. La maschera altro non è che una specie di indirizzo IP fisso, che il router applica a ogni IP che riceve eseguendo un operazione logica e controllando se appartiene alla stessa sottorete. In questa maniera se un dispositivo non appartiene alla stessa sottorete non potrà di conseguenza connettersi.

In parole povere abbiamo trasformato la nostra rete di casa in un club esclusivo dove solo i nostri dispositivi possono connettersi tra loro mentre per comunicare al di fuori passeranno attraverso il router che farà da portale per il mondo esterno (gateway).

Questa era solo una premessa generale per rendere l’idea e per suggerire un possibile modo per difendersi da attacchi informatici che si basano sull’intercettazione di dati o sull’invio di dati corrotti. Nei prossimi articoli andremo a spiegare l’argomento passo per passo per fare infine un tutorial su come realizzare il subnetting. Se volete rimanere aggiornati sugli sviluppi dell’argomento, in fondo alla pagina trovate un piccolo form dove potete inserire la mail. Nessun obbligo e non verrete tartassati nemmeno da mail continue, riceverete soltanto una piccola notifica qualora venisse pubblicato un nuovo articolo inerente.

 

Donazioni

Mantenere un sito ha i suoi costi. Dona un importo a tuo piacimento a partire da 1€ per aiutare lo staff di richMatics ad offrirti contenuti sempre migliori

€1,00

Annunci