Informatica e tecnologia

Ricarica via cavo vs ricarica wireless. Qual è la migliore?

Negli ultimi tempi si è diffusa nei nostri smartphone la tecnologia di ricarica wireless. Come funziona questa tecnologia? Ma soprattutto che differenze ci sono tra la classica ricarica via cavo e la più recente ricarica wireless?

Principio di funzionamento

La ricarica wireless a induzione (quella in cui appoggiamo lo smartphone sulla basetta) si basa sull’omonimo principio di induzione elettromagnetica.

In particolare, secondo la legge di Faraday, se in un determinato lasso di tempo sottoponiamo un materiale conduttore a un campo elettromagnetico otterremo una corrente elettrica che attraversa il materiale in questione.

Dal canto suo invece, un campo elettromagnetico viene generato da un materiale conduttore attraversato da corrente elettrica.

Ed ecco che otteniamo la ricarica wireless. Tutti gli stand di ricarica contengono al loro interno una bobina di materiale conducente che attraversato dalla corrente via cavo genera un campo elettromagnetico. Anche gli smartphone a loro volta contengono questa bobina che sotto l’influenza dell’elettromagnetismo viene attraversata da elettricità andando così ad alimentare la batteria (in questo articolo spieghiamo il concetto alla base della ricarica).

Le bobine contenute dagli stand di ricarica e dagli smartphone (crediti: Belkin)

Efficienza della ricarica wireless

Confrontata alla ricarica via cavo, quella wireless è meno efficiente. Cercherò ora di spiegare in parole semplici il perché.

Come spiegato poco fa da corrente elettrica si genera un campo elettromagnetico e viceversa. La bobina dello smartphone infatti quando inizia a condurre elettricità genererà a sua volta elettromagnetismo che avrà una forza opposta a quello generato dallo stand di ricarica.
Questa contrapposizione di forze porta a una perdita energetica che si traduce in surriscaldamento (effetto Joule, è lo stesso principio che fa funzionare i fornelli a induzione) e quindi a un maggior deterioramento della batteria nel tempo.

Oltre a questo bisogna tenere presente dell’effetto pelle: la corrente elettrica si concentra solo nella parte esterna del conduttore. Questo utilizzo parziale del materiale utile alla ricarica porta a una minore efficienza della ricarica a parità di energia richiesta tra ricarica via cavo e wireless.

Procedura di ricarica

La ricarica wireless a induzione utilizzata da gran parte delle basette di ricarica e da quasi tutti gli smartphone è conforme allo standard Qi, un’interfaccia standard sviluppata dal Wireless Power Consortium.

Secondo questo standard, affinché la ricarica possa essere effettuata ed andare a buon fine, è necessario che i dispositivi (stand di ricarica e smartphone) siano a stretto contatto tra loro (45 mm – 4 cm) e soprattutto che le due bobine siano ben allineate.

Smartphone e stand di ricarica devono stare a contatto

Una volta appoggiato lo smartphone alla base di ricarica quest’ultima invierà un segnale di controllo per verificare che lo smartphone sia compatibile. Una volta rilevata la compatibilità verrà avviata l’induzione elettromagnetica procedendo così a ricaricare il dispositivo.

Meglio cavo o wireless?

Sebbene tutte le batterie siano soggette a un naturale decadimento delle prestazioni e dell’autonomia nel tempo, la ricarica via cavo è da preferirsi per diverse ragioni.

Come spiegato poco sopra in quanto a efficienza, se alimentassimo un classico alimentatore e una basetta di ricarica wireless con la stessa quantità di energia elettrica, avremmo una resa maggiore con la ricarica via cavo.

Oltre a ciò, sempre a parità di corrente, avremo un maggiore innalzamento delle temperature nella ricarica wireless.

Sono queste infatti le limitazioni per cui le tecnologie di ricarica rapida via cavo sono di gran lunga più rapide e veloci di quelle senza fili e per cui la classica ricarica con l’alimentatore da muro è da preferirsi quando possibile.