Smartphone e fotocamera sotto al display: siamo vicini.

Una delle principali caratteristiche degli attuali smartphone è quella di ridurre al minimo le cornici del display per massimizzare il rapporto scocca-schermo ed ottenere dispositivi “full-screen”.

Uno dei principali ostacoli nella realizzazione di un display continuo è la presenza di sensori e della fotocamera frontale, che spesso viene incastonata all’interno di tacche dette “notch” o “gotch” a seconda della dimensione. Queste tacche impediscono la continuità del display e diversi produttori stanno lavorando allo sviluppo di fotocamere sotto al display.

Il 3 Giugno 2019 Xiaomi ha twittato un breve video in cui viene mostrato un Mi 9 modificato con fotocamera anteriore sotto al display. Anche Oppo, durante i suoi Oppo InnoDay 2019 ha mostrato un prototipo simile al pubblico che ha avuto modo di testarlo.

Le foto scattate da un modulo fotografico incastonato sotto al display hanno una discreta qualità sebbene siano ancora molti i fattori su cui lavorare. Gran parte del lavoro viene anche svolto dall’ISP (Image Signal Processor, processore d’immagine) che processa le immagini acquisite eliminando la sovrapposizione causata dal display e i fenomeni di rifrazione della luce dovuti ai pixel.

Sia Oppo che Xiaomi hanno utilizzato una soluzione in cui viene manipolata la densità dei pixel del display in concomitanza del modulo fotografico in maniera da ridurla e permettere alla luce di passare. Questa tecnologia però non permette ai raggi di luce di passare completamente attraverso lo schermo e nella visualizzazione di schermate chiare si può notare una piccolissima zona opaca rispetto al resto del display, dovuta all’abbassamento dei PPI (Pixel Per Inch, densità di pixel).

Oltre all’abbassamento della densità dei pixel si pone anche il problema del sensore fotografico. Essendo la luce che attraversa lo schermo minore rispetto a quella che raggiunge un sensore scoperto, sarà necessario l’utilizzo di fotocamere con un apertura focale e un diametro maggiore.

La svolta arriva quando l’8 Giugno 2020 su Twitter trapela un video della cinese Visionox. Nel filmato si parla di tecnologia InV See, ovvero uno speciale tipo di display che permette alla luce di passare oltre allo schermo. Ne viene anche annunciata la produzione su scala commerciale e Visionox ha già fatto avere diversi display dotati di InV See a Huawei e Xiaomi.

Anche il gigante americano Microsoft è interessato a sviluppare questa tecnologia e per farlo sta combinando due tecnologie assieme: i display T-Oled (Transparent Oled) e l’elaborazione delle immagini tramite rete neurale U-Net.

In particolare, un display con tecnologia T-OLED è uno speciale tipo di schermo composto da componenti completamente trasparenti. In particolare, lo strato organico (vedi l’articolo in cui si parla di display) viene posto tra due elettrodi (catodo e anodo) trasparenti così come sono trasparenti anche il substrato inferiore e i rimanenti livelli dello schermo. Come i normali schermi OLED anche i Transparent Oled sono composti da condensatori in grado di controllare la propria luce in maniera indipendente l’uno dall’altro.

La rete neurale U-Net invece, veniva utilizzata per processare immagini a scopo medico ad alto dettaglio. Microsoft vuole unire le due innovative tecnologie per integrare una fotocamera sotto al display.

Rimane solo da vedere quando verrà commercializzata tale tecnologia e a quale prezzo di vendita, per capire non solo il quando, ma anche la fascia di mercato che verrà interessata da tale innovazione. Altro fattore importante da considerare è il posizionamento dei sensori. Infatti, affinché più dispositivi possibile vengano equipaggiati da un sicuro riconoscimento facciale 3D, da buoni sensori di luminosità, prossimità e così via sarà necessario integrare sotto lo schermo non solo una buona fotocamera ma anche tutti quei componenti che rendono necessario il notch su determinati modelli.