Trump vs CinaApprofondimenti

Huawei, Stati Uniti e Cina: tutto per il 5G

In un clima sempre piu teso per quanto riguarda la rete di quinta generazione, dove persino il CEO di Ericsson deve precisare che il 5G non diffonde il coronavirus, la guerra fredda tra USA e Cina continua.

HUAWEI MESSA ALLE STRETTE

Sembrava infatti che gli Stati Uniti fossero disposti a fare un passo indietro nella guerra a Huawei.
Il governo a stelle e strisce aveva espresso la sua volontà nel far partecipare le aziende americane agli incontri tra colossi della tecnologia con lo scopo di stabilire i nuovi standard di rete, incontri a cui è presente anche Huawei.
Si era precisato come questa eventuale decisione non eliminasse il ban ma aprisse un sentiero di trattativa verso il colosso di Shenzen.

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E invece Trump non si smentisce rinnovando il ban a Huawei e ZTE di un anno, fino a Maggio 2021.
Il motivo di questo prolungamento è quello di “consentire alle aziende e alle persone di passare a fonti alternative di apparecchiature, software e tecnologie non prodotte da Huawei o dalle sue affiliate”.

Huawei si vede costretta a cambiare anche fornitore di semiconduttori e chip.
Non si affiderà più al gruppo di fonderie taiwanesi TSMC, produttrice di componenti anche per Qualcomm, Apple, Intel, Nvidia, AMD e altri giganti statunitensi, ma al gruppo interno cinese SMIC e alla italo-francese STMicroelectronics per componenti da destinare al mercato automotive.

Oltretutto TSMC diventa ancora più off-limits per Huawei in quanto, a seguito di trattative, ha deciso di aprire una fabbrica in Arizona con un investimento di 12 miliardi di dollari e la creazione di 1600 posti di lavoro, rendendo buona parte dei componenti prodotti made in USA e quindi inutilizzabili da Huawei.

AGGIORNAMENTI IN EUROPA

Intanto in Europa Ericsson continua a guadagnare terreno sulla realizzazione del 5G concludendo accordi anche con la cinese China Mobile.

I rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna si inaspriscono a causa della decisione di Boris Johnson di non esludere totalmente Huawei, limitandola al 35% dell’infrastruttura non-core.
L’America valuta di ritirare tutte le proprie truppe dal Regno Unito, compreso aerei da ricognizione, soldati e forze d’intelligence con la seguente motivazione rilasciata dal capo del Pentagono, Mike Esper:

[…] la dipendenza dai fornitori cinesi di 5G rischia di rendere i sistemi cruciali dei nostri partner vulnerabili a interruzione, manipolazione e spionaggio. E ciò “metterebbe a rischio le nostre capacità di comunicazione e condivisione dell’intelligence […]

LA CONTROMOSSA CINESE

Questa volta però pare che la Cina voglia prendere
contromisure e secondo il quotidiano cinese Global Times (il quale citerebbe, a sua detta, fonti vicine al governo) si mirerà a “imporre restrizioni o aprire indagini su Qualcomm, Cisco e Apple in accordo con leggi e regolamenti cinesi come le misure di revisione sulla sicurezza cibernetica e la legge contro il monopolio, o ancora, la sospensione dell’acquisto di aerei da Boeing“.