Radiazioni smartphone 5G

I telefoni fanno male. 5G e radiazioni: un po’ di chiarezza

I telefoni fanno male. 5G e radiazioni: un po’ di chiarezza

L’arrivo del 5G non è una novità, se ne parla spesso e avevamo già scritto articoli a riguardo, sull’innovazione che questa rete porterà e su come funziona.

Una vera e propria corsa alla nuova tecnologia di rete è già iniziata diverso tempo fa con la Cina a capo dello sviluppo e l’America che si oppone a gran voce (vedi ban Huawei). Anche in Italia i vari operatori telefonici hanno fatto i loro investimenti e in diverse città d’Italia sono già state attivate le prime reti.

Le reti 5G in Italia divise per operatore

Ovviamente oltre ai benefici per lo sviluppo della tecnologia e per noi utenti c’è anche il lato economico da considerare, gli operatori ne trarranno grande vantaggio e tante sono le aziende decise a investire su questa novità.

Uno dei fronti di dibattito più accesi è quello della salute e su quanto la nuova generazione di rete possa nuocere ad essa. Sono diverse le tesi sostenute tra chi dice che non sia pericoloso e chi dice che una nuova rete, più veloce e performante, sia anche più dannosa. Proviamo a fare un po’ di chiarezza, visto il grande ammontare di dubbi ma soprattutto visto il grande numero di allarmismi infondati e bufale che circolano nel web.

Innanzitutto vanno chiariti alcuni aspetti fondamentali che riguardano la correlazione del segnale via etere con l’incremento del rischio di sviluppare un tumore.

Diversi studi passati avevano evidenziato come un’esposizione alle radiazioni telefoniche causasse il cancro, specialmente nella parte alta del corpo ovvero alla testa. Questi studi sono però stati rimessi in discussione, un po’ per la loro modalità d’esecuzione e un po’ perché va tenuto conto di quella che è l’effettiva natura delle radiazioni emesse dai nostri dispositivi connessi e dalle antenne di trasmissione.

Come prima cosa bisogna stare attenti al concetto di “radiazione” in quanto non sempre questa parola è sinonimo di negatività. Anche la luce infatti è una forma di radiazione, così come il segnale delle TV e dei nostri telefoni.

Lo spettro della luce visibile

Ogni radiazione è caratterizzata da due principali misure: la frequenza misurata in Hertz (Hz) e la lunghezza d’onda misurata in nanometri (nm, una sotto unità di misura del normale metro). Maggiore sarà la frequenza di un segnale e minore sarà la sua lunghezza d’onda e viceversa.

Un segnale con una grande lunghezza d’onda (e quindi una bassa frequenza) avrà una copertura di rete maggiore e un forte potere penetrativo rispetto ad uno la cui frequenza è molto più alta. Nel caso delle reti, un’alta frequenza corrisponde ad un segnale più veloce ma meno ampio come raggio d’azione mentre una frequenza bassa a un segnale più stabile e di maggior raggio d’azione.

Nel corso degli anni abbiamo utilizzato diverse tecnologie di segnale dal 2G (il segnale che permetteva di chiamare e inviare messaggi) siamo passati al 3G (chiamate, messaggi e internet) e poi al 4G (LTE, internet ad alta velocità) andando ad alzare sempre di più la frequenza di questo segnale. Anche il 5G segue questa logica andando ad alzare ulteriormente la frequenza del segnale e riducendo sempre di più la sua lunghezza d’onda e quindi la sua forza di penetrazione nei tessuti.

Ed è qui che viene il primo dubbio sull’attendibilità degli studi che etichettano le onde radio come cancerogene. Gli esperimenti condotti infatti vedevano impiegate onde la cui potenza era molto più alta (e quindi la frequenza molto più bassa) rispetto alle onde dei segnali telefonici. Tra le varie tecnologie di rete quella del 2G era di gran lunga più potente del 4G e le onde impiegate negli esperimenti erano ancora più potenti del 2G.

La forza di penetrazione dell’LTE infatti è molto bassa e quella del 5G ancora meno, limitandosi ai primissimi strati di pelle. Oltre ciò, gli esperimenti condotti furono effettuati su dei ratti irradiando i loro corpi di onde molto potenti in continuo, da quando erano dei feti, fino a quando morivano. Oltre ai parametri di potenza del segnale l’esperimento in questione viene messo in discussione anche per l’improponibilità di questo nella vita reale, mai infatti ci troveremo in una situazione in cui veniamo irradiati da potenti onde radio da quando veniamo concepiti (quindi nemmeno nati) a quando moriamo. Infatti perché un esperimento sia valido e quindi anche la sua tesi, dev’essere rigorosamente applicato il metodo scientifico che prevede che nell’ambiente sperimentale vengano riproposte condizioni applicabili alla realtà.

Un altro discorso da fare è che una delle frequenze che il 5G andrà ad utilizzare è quella dei 700 MHz, ovvero quella dei segnali televisivi, banda di segnale che esiste da decenni e che per anni è stata studiata senza dare segni di essere nociva alla salute.

Altro fattore da tenere in considerazione è la quantità di antenne usate in questa nuova tecnologia di rete. Ad oggi ogni singolo operatore dispone della propria infrastruttura di rete, in pratica si traduce che ad ogni operatore corrispondono migliaia di antenne diverse. Essendo il 5G più veloce ma meno performante in termini di copertura si dovrà disporre di un grande numero di ripetitori di segnale per garantire una rete veloce e disponibile in ogni punto del pianeta (qui spieghiamo come funziona). Infatti al momento in Italia solo i principali operatori raggiungono le 60.000 antenne attive così divise:

  • 19.095 per Wind Tre
  • 18.805 per Tim
  • 18.352 per Vodafone
  • 1634 per Iliad che è tra le ultime arrivate

Questa la situazione considerando solo i principali operatori. Ovviamente non sarebbe più possibile avere diverse infrastrutture per ogni operatore e quindi le antenne diventerebbero comuni andando a dimezzarle, nonostante il necessario aumento di ripetitori. Le antenne comuni sono inoltre permesse anche dalla tecnologia delle small cells che spieghiamo in questo articolo. Altro fattore da considerare è che le attuali antenne LTE disperdono il segnale a 360° gradi ritrovandoci così “immersi” in esso mentre le antenne 5G utilizzeranno il beamforming direzionando il segnale solo verso i dispositivi che devono connettersi.

Il beamforming

Altri miti da sfatare sono la bufala degli uccelli morti attorno alle antenne telefoniche e la miriade di “articoli classifica” che mettono in guardia da determinati modelli di smartphone a causa dell’elevato numero di radiazioni che emetterebbero.
La notizia degli uccelli morti infatti è stata smentita anche da Butac, sito specializzato in notizie infondate, che ha evidenziato come le stesse testate giornalistiche del posto dov’è avvenuto il fatto abbiano trattato la notizia evidenziando però che non ci sono correlazioni tra il segnale telefonico e la morte di un grande numero di volatili. Qui trovate l’articolo.

Le varie classifiche di telefoni dannosi invece sono completamente infondate. Il SAR (Specific Absorbion Rate), misurato in W/kg, è l’indice di radiazioni emesse da un telefonino e il limite europeo è pari a 2 W/kg. Quando viene misurato il valore SAR di uno smartphone lo si fa nel peggiore scenario possibile quando le radiazioni vengono appositamente alzate al fine di misurare il massimo valore che il telefono può generare. Nonostante questa “spinta all’estremo” i valori SAR risultano tutti di gran lunga al di sotto del limite europeo, figuriamoci la reale emissione in un contesto quotidiano.

Per concludere, non ci sono prove evidenti che la nuova tecnologia di rete possa nuocere alla salute di noi consumatori, l’argomento va studiato e ogni notizia va presa con le pinze. Ai giornali piace fare terrorismo mediatico e diffondere notizie allarmanti mentre gli studi continuano. Bisogna anche distinguere tra i due principali tipi di radiazione, quelle ionizzanti e quelle non ionizzanti. Le prime infatti sono quelle potenzialmente dannose che possono indurre mutazioni del DNA (ad esempio quelle prodotte da scorie di lavorazioni nucleari). Questo perché una radiazione ionizzante trasporta un energia forte al punto da spezzare il legame tra nucleo atomico ed elettroni trasportando quindi ioni (atomi non neutri) e particelle subatomiche ad alta velocità. I segnali radio (e quindi telefonici) sono radiazioni NON ionizzanti.

La rete di quinta generazione porterà enormi vantaggi per la vita di tutti i giorni e un’enorme sviluppo della tecnologia e della medicina. Fortunatamente lo sviluppo continua così come gli investimenti che fanno girare l’economia: sono stati infatti stanziati 500 mln di euro per l’europea Nokia e 200’000 lampioni smart connessi sono stati installati a Roma.

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