Huawei cede il primato sul 5G e punta sulle AI

In seguito alle tensioni tra governo USA e cinese, e all’inserimento di Huawei nella Entity List, il colosso cinese stupisce il mercato con una mossa avventata: vendere tutti i brevetti, le licenze, i codici sorgente, i progetti tecnici e le conoscenze sul 5G.

Materiale costato a Huawei circa 2 miliardi di dollari ma che, secondo quanto riportato da Hal Hodson, autore dell’intervista al CEO Huawei Ren Zhengfei, porterebbero nelle casse dell’azienda decine di miliardi di dollari.

Questa decisione potrebbe essere interpretata come una volontà dell’azienda cinese di fare un passo indietro in quella che è l’intricata situazione commerciale tra Stati Uniti e Cina. In particolare Huawei, cedendo i brevetti ad un’azienda concorrente occidentale, creerebbe delle condizioni di parità al contrario di quella che è la situazione attuale con Huawei presente in 2/3 delle reti 5G internazionali.

D’altro canto permettendo ad un azienda concorrente di modificare i codici sorgenti si andrebbero a creare soluzioni diverse isolando cosi il lavoro di Huawei (che a sua volta continuerà ad implementare il tutto) da quello dell’azienda acquirente.

Ren Zhengfei potrebbe però rivelarsi molto più lungimirante: in questi giorni a Shangai si è tenuto Huawei Connect 2019, l’evento annuale del colosso di Shenzen durante il quale è stato presentato Atlas 900: il sistema di intelligenza artificiale più veloce al mondo.

Tecnicamente parlando è un sistema costituito da migliaia di processori Ascend 910, il chip di casa Huawei dedicato all’elaborazione dell’intelligenza artificiale, in grado di sprigionare una potenza pari a 256 TeraFLOPS (per intenderci, in grado di eseguire 256 mila miliardi di operazioni aritmetiche al secondo).

ascend
Chip Ascend 910

I processori, coadiuvati da PCIe 4.0 (l’interfaccia di connessione tra chip all’interno di un sistema, in grado di trasferire 64GB/s) e networking 100G RoCE (soluzione che permette una accesso diretto alla memoria via internet), arrivano a sviluppare complessivamente una potenza di 1024 PetaFLOPS (1024 milioni di miliardi di operazioni al secondo).

In termini pratici, Atlas 900 è stato in grado di completare l’addestramento di ResNet-50 (una rete neurale artificiale, alla base del funzionamento di una AI) in soli 59,8 secondi contro i 70 secondi del precedente record mondiale.

L’azienda cinese potrebbe essere decisa ad alzare il tiro sul fronte delle intelligenze artificiali, non focalizzandosi più sulle infrastrutture di rete, ma bensì su ciò che pare essere il futuro prossimo dell’evoluzione tecnologica.

I processori Ascend 910 che sono il cuore dell’elaborazione di Atlas si basano sull’architettura Da Vinci sviluppata recentemente da Huawei stessa e pensata per processori dedicati all’elaborazione di intelligenze artificiali.

In conclusione, che la scelta di abbandonare il primato nella rete di nuova generazione sia una mossa strategica dell’azienda asiatica per focalizzarsi in quella che diventerà per tutti noi la nuova frontiera dell’informatica? Che Atlas 900 sia la sintesi conclusiva di un lungo lavoro per portarsi avanti su tutti e l’inizio di un nuovo percorso vincente di Huawei?

 

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Scritto da Richard Sulollari

Studente di informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Sul sito tratto vari argomenti sulla tecnologia cercando di essere il più chiaro possibile per renderli alla portata di tutti.

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