Batteria dello smartphone e ricarica veloce

Una delle più importanti caratteristiche di uno smartphone è la sua batteria e non c’è cosa più banale e scontata del dire che senza non potrebbe funzionare. Per questo è importante mantenerla in buone condizioni il più a lungo possibile e tra i fattori più influenti sulla sua durata c’è la ricarica. Ad oggi sono molte le tecnologie di ricarica rapida in circolazione, vediamo quali sono e di cosa si tratta.

Prima di iniziare è importante sapere che quando si parla di ricarica rapida non si fa riferimento all’intero ciclo di ricarica dello smartphone ma alla sua fase iniziale. Difatti, arrivata ad una certa percentuale di carica (circa il 70%), la ricarica rapida si arresta completando così il ciclo di ricarica normalmente. Questo perché nella prima fase, quella iniziale, gli ioni di litio contenuti nella batteria riescono ad assorbire molta più energia elettrica di quanto non possano fare durante la seconda fase.

Oltre a ciò, la potenza di una caricabatterie si misura in Watt (W) che è l’unità di misura della potenza che in questo caso si traduce in Volt (V, tensione elettrica) moltiplicati per Ampere (A, corrente elettrica). Come mostrato nell’articolo “Come far vivere a lungo la batteria dello smartphone” questi valori sono indicati sull’alimentatore del nostro caricabatterie.

Qualcomm Quick Charge:

Qualcomm è stata una delle prime a portare sul mercato questa tecnologia con la sua Quick Charge 1.0 nel 2013. Oggi ne utilizziamo la sua versione 4.0 che arriva ad erogare fino a 19,5W di potenza (rispetto alla prima versione che ne erogava 10).

Infatti, per diminuire i tempi di ricarica questa tecnologia alza la potenza erogata dall’alimentatore portando i Volt a 6,5 e gli Ampere a 3. A questo si affianca l’algoritmo intelligente INOV (Intelligent Negotiation for Optimum Voltage) che riduce o alza la tensione adattandola a quella richiesta dalla batteria. Questo algoritmo viene però processato sullo smartphone e questo va a gravare sulle prestazioni in quanto, sommato al lavoro del processore nel caso in cui il telefono venga usato durante la carica, genera calore, cosa che non giova assolutamente alla batteria.

 

quick charge
L’evoluzione di Quick Charge a partire dal 2013

 

Huawei Supercharge:

Questa tecnologia, oltre ad una potenza totale di 22,5W (4,5V x 5A), affianca una continua comunicazione tra smartphone e alimentatore, detta end-to-end, in modo da regolare l’energia in base al fabbisogno della batteria. Grazie alla minore tensione, la carica scalda di meno rispetto a quella eseguita con Quick Charge, ma la potenza complessiva è maggiore grazie alla maggior corrente erogata. La sicurezza del caricabatterie originale è certificata da LÜV, ente mondiale nelle certificazioni. Infatti dispone di un protezione in grado di fermare in automatico l’alimentazione in caso di contatto con l’acqua. Il nuovo dispositivo di fascia alta Huawei, il P30 Pro è compatibile con Supercharge 2 che arriva ad erogare fino a 40W di potenza (10V x 4A). Purtroppo è l’unico dispositivo al momento in grado di usufruirne, nemmeno gli altri smartphone più recenti della famiglia P30 la utilizzano, il P30 lite e il P30

 

Dash Charge e Warp Charge di Oneplus:

Oltre ai 20W di potenza erogati (5V x 4A), l’azienda cinese ha spostato il controllo dell’elettricità sull’alimentatore dotandolo di un chip di controllo. Grazie a questo accorgimento il processore è libero da carichi computazionali e può offrire massime prestazioni anche durante la carica. Inoltre in questo modo si evitano i surriscaldamenti che avvengono nella Quick Charge.

Warp Charge è l’evoluzione della Dash Charge che troviamo su Oneplus 6T McLaren edition e porta la sua potenza a 30W (5V x 6A). Cosa molto importante è che Oneplus raccomanda fortemente di utilizzare solo caricabatterie originali in quanto queste tecnologie sono compatibili solo con i cavi e gli alimentatori forniti dall’azienda.

 

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Oneplus consiglia di utilizzare solo il caricabatterie originale per la tecnologia Warp Charge 

 

Oppo SuperVooc:

Al momento la miglior tecnologia di ricarica rapida. Infatti, oltre ai 50W erogati (10v x 5A) e al chip di controllo posto sull’alimentatore con tutti i vantaggi che ne derivano, la batteria, che solitamente è composta da un’unica singola cella (un’unica unità sola per intenderci), è divisa in due. Lo smartphone viene dotato di due unità da 1700mAh, per un totale di 3400, che lavorano in simbiosi e che vengono ricaricate in parallelo, ottenendo così una ricarica due volte più veloce rispetto al normale.

 

bi-cell
La batterie divisa in due celle messe in paralello (oppo.com)

 

A tutto si aggiungono ben cinque chip di protezione, due posti sull’alimentatore, uno sullo spinotto USB del cavo e due sul telefono. Il chip posto all’estremità del cavo serve a far identificare all’alimentatore il cavo originale: in assenza di questo l’alimentatore ricaricherà normalmente per evitare danni alla batteria derivanti da un’eccessiva corrente che viene fatta passare in un cavo non adatto. Con questa tecnologia si realizzano ricariche complete dallo 0 al 100% in circa 35 minuti (tenendo sempre presente che una fase è veloce mentre l’altra no) e ad ora sono tre i dispositivi Oppo che ne beneficiano: Oppo R17 Pro, Oppo Find X e Oppo Find X Lamborghini Edition. Sul sito ufficiale di Oppo si legge che i prossimi smartphone prodotti dall’azienda beneficeranno della ricarica SuperVooc e che, seppur sia sempre consigliato utilizzare i caricabatterie originali forniti dal produttore, gli smartphone compatibili con questa tecnologia sono ricaricabili anche con una normale carica USB.

 

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Il chip di identificazione posto sul cavo (oppo.com)

 

Per concludere, nonostante le diverse tecnologie di carica rapida e intelligente presenti sul mercato, è sempre bene ricordarsi quali sono quei piccoli accorgimenti che dobbiamo adottare per far si che la batteria duri il più a lungo possibile. Per questo consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo “Come far vivere a lungo la batteria dello smartphone”.

 

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Scritto da Richard Sulollari

Diplomato in informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Vivo la tecnologia come una cosa a noi indispensabile e da diffondere ovunque. L'obbiettivo di richMatics è proprio questo, diffondere l'innovazione attraverso gli articoli e, a breve, i prodotti.

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