Rete 5G: la nuova frontiera della tecnologia

Il 5G, la nuova tecnologia che promette velocità di navigazione fino a 30 volte superiori alle attuali e un maggiore sviluppo dell’IoT sarà disponibile (secondo le stime) entro fine 2019 – inizio 2020.

Una tecnologia che è stata uno dei principali argomenti del Mobile World Congress di quest’anno e che si sente nominare sempre più spesso come rivoluzione delle reti. In questo articolo faremo un po’ di chiarezza su quello che è effettivamente il 5G.

Banalmente potremo dire che il 5G è un tipo di rete basato su frequenze più alte rispetto all’attuale LTE ed LTE+ (l’attuale 4G e 4G+). Ad un aumento della frequenza delle onde di segnale però corrisponde una diminuzione di quella che è la larghezza d’onda del segnale stesso. In pratica maggiore è la lunghezza d’onda di un segnale e meglio questo potrà superare ostacoli fisici come muri e oggetti garantendo una miglior ricezione. Per ovviare a questo problema si è optato per l’utilizzo delle small cell. Delle piccole celle telefoniche che fungono da ripetitori montate su una singola antenna e all’interno degli edifici in maniera tale da garantire la continuità del segnale e da poter sfruttare anche le frequenze più alte. In questo modo ad una singola antenna 5G corrisponderebbero decine di antenne attive.

Le principali bande che verranno assegnate al 5G sono tre: quella che va dai 694 ai 790 MHz (mega Hertz), quella dai 3600 ai 3800 (contro i 1200 massimi dell’LTE) e per finire la fascia che va dai 26,5 ai 27,5 GHz (giga Hertz), quasi 30 volte superiore alla velocità massima del 4G e che necessita della tecnologia a micro-celle per garantire la continuità del segnale.

A tutto ciò si aggiungono le onde millimetriche (mmWave). Queste onde, così chiamate perché la loro lunghezza d’onda va da 1 a 10 millimetri circa, garantiscono una connessione con tempi di latenza quasi pari a 0 ovvero una connessione così veloce da non presentare alcun ritardo tra il momento di emissione dell’onda dall’antenna al momento in cui l’onda viene recepita dal dispositivo. Le frequenze di questa banda vanno dai 30 ai 300 GHz, frequenze che fino a non molto tempo fa era impensabile utilizzare. Una lunghezza d’onda così piccola però necessita, oltre alla soluzione sopra citata delle small cell, anche l’uso del beamforming (letteralmente “formazione del raggio”). Questa tecnologia permette di direzionare il segnale direttamente al dispositivo che ne usufruisce. Grazie a questa tecnologia e alle small cell il raggio di efficienza delle onde millimetriche andrà dai 5 ai 10 km.

Quando si parla di 5G non ci si riferisce a una rivoluzione limitata alla velocità di navigazione ma anche nel campo della domotica, dell’IoT (Internet of Things, l’interconnessione di tutti gli oggetti in rete). Grazie a ritardi trascurabili assicurati dalla velocità della rete si andranno ad eliminare problemi di sincronizzazione permettendo ai dispositivi di comunicare tra di loro in tempo reale.

Questi vantaggi sono già stati sfruttati da Qualcomm in un progetto che ha come scopo la realizzazione di una rete composta da pedoni, veicoli e in alcuni casi biciclette in maniera tale da passarsi informazioni su quello che è lo stato della viabilità in tempo reale e non solo, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

Lato consumatore, non tutti potranno usufruire di questa tecnologia a meno che non cambino smartphone. Questo perché gli attuali moduli di ricezione dei nostri telefonini non sono in grado di captare queste frequenze a differenza di quelli di nuova generazione. Qualcomm è stata la prima (e al momento unica) azienda a presentare un processore con integrato un modulo in grado di agganciarsi al 5G, lo Snapdragon 855. Huawei ha rimediato presentando il suo modulo Balong 5000 mentre i Moto Z3 di Motorola potranno utilizzare la nuova tecnologia grazie alle Moto mods, ovvero dei moduli aggiuntivi che vanno ad ampliare le funzioni dello smartphone.

 

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Scritto da Richard Sulollari

Diplomato in informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Vivo la tecnologia come una cosa a noi indispensabile e da diffondere ovunque. L'obbiettivo di richMatics è proprio questo, diffondere l'innovazione attraverso gli articoli e, a breve, i prodotti.

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