Come si sente sempre dire, la tecnologia avanza con passi da gigante. Vengono immessi sul mercato giorno dopo giorno smartphone che sono in grado di eseguire operazioni sempre più complesse. Di conseguenza, anche l’hardware di cui sono composti sarà sempre migliore. In questo breve articolo andremo a vedere quella che è la gestione della RAM da parte del sistema Android.

Nell’articolo riguardante smartphone e processori si era spiegato come RAM e processore lavorino in simbiosi: in memoria RAM vengono caricate le istruzioni e i dati che il processore deve elaborare e quest’ultimo li processerà per fornire all’utente il servizio richiesto. Ebbene, il sistema Android dispone di un gestore della memoria RAM che assegna delle priorità a ogni processo (che può essere un applicazione così come un download eseguito in background ad esempio) in modo da assegnare a sistema e app il giusto quantitativo di memoria RAM. In particolare utilizza un driver (ovvero un insieme di procedure software che gestiscono una componente hardware) chiamato LMK (Low Memory Killer) il quale decide, stilando una vera e propria classifica in cui assegna dei punteggi, quali sono i processi principali e che quindi avranno la precedenza nell’assegnazione di spazi di memoria. In caso di RAM piena sarà questo driver a decidere in base alla priorità assegnata quale processo eliminare (da qui “Memory Killer”) per liberare spazio.

Spesso molte persone tendono a svuotare completamente la RAM ogni volta che vogliono chiudere un app andando nella gestione del multitasking ed eliminando tutto.

akrales_180813_2827_0087_lede

In uno smartphone la reattività e la velocità con cui le operazioni vengono eseguite sono caratteristiche fondamentali che rendono più piacevole l’esperienza d’uso. Quando un app è già caricata in memoria dopo il primo avvio, ai prossimi utilizzi il tempo in cui l’applicazione verrà avviata sarà nettamente minore e il telefono risulterà più veloce e reattivo.

Essendo questa la gestione della RAM da parte di Android, l’uso di applicazioni che ottimizzano la RAM, i cosi detti “task killer” (ad esempio Clean Master), è letteralmente controproducente e va ad interferire con quella che è la normale gestione della memoria attuata dal sistema.

 

Donazioni

Mantenere un sito ha i suoi costi. Dona un importo a tuo piacimento a partire da 1€ per aiutare lo staff di richMatics ad offrirti contenuti sempre migliori

€1,00

Annunci

Scritto da Richard Sulollari

Studente di informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Sul sito tratto vari argomenti sulla tecnologia cercando di essere il più chiaro possibile per renderli alla portata di tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.