In questo articolo non andremo a trattare un argomento tecnico nel dettaglio quanto piuttosto a discutere di come si sta evolvendo il panorama generale del mercato degli smartphone.

Per quanto riguarda l’innovazione e l’originalità le cose non stanno affatto andando bene e questo purtroppo non è attribuibile alle sole aziende produttrici anzi, diciamo che la maggior parte della colpa sta a noi, in fondo, lo scopo di un azienda è capire ciò che il consumatore vuole e far in modo che ce l’abbia. La classica lamentela del consumatore medio è che i cellulari sono tutti uguali: la tacchetta in alto (notch), fotocamere (chi più ne ha più ne metta), display lunghi e stretti, retro in vetro o al limite in metallo lavorato, possibilmente con riflessi particolari e dulcis in fundo, la caratteristica più importante di uno smartphone: il prezzo.

Storicamente per questo genere di cose (televisori, computer e specialmente smartphone) si va a creare una sorta di “definizione” di quello che un telefono “innovativo” dev’essere.

E siccome ai consumatori sembra innovativo avere lo schermo con le corna, avere più di una fotocamera (se si può più di due) e un schermo con rapporto 18:9 (questo è già per utenti più consapevoli) le aziende si “impegneranno” ad offrire alla massa ciò che cerca. Molto probabilmente, se un azienda dovesse commercializzare un telefono che esteticamente non ha le caratteristiche sopra elencate e dal punto di vista fotografico non scatta foto professionali, ma che monta un processore dall’architettura innovativa, una memoria RAM con una velocità senza eguali, e un sistema così ben ottimizzato da garantire all’utente un’esperienza d’uso fenomenale, che non stufa mai, e soprattutto, fluida e affidabile, al consumatore sembrerebbe un dispositivo “preistorico”. Il problema è che la gente pensa che tutte quelle caratteristiche indicate in una scheda tecnica richiedano delle speciali competenze informatiche per essere comprese e si sofferma solo su quanto lo smartphone che hanno in mano dia a loro questa sensazione di maneggiare un dispositivo innovativo. Quando il prezzo poi si aggira attorno ai 1000, in certi casi anche attorno ai 2000, prezzo assurdo per un cellulare, il pensiero comune è che con quel costo il prodotto è sicuramente il migliore. D’altronde è così bello, e poi, che foto. La scelta delle aziende di uniformare i prezzi attorno ai 1000 non è affatto un adeguarsi alla concorrenza quanto più un affermare che i miei prodotti valgono tanto e tu, consumatore, sei all’altezza di questa innovazione, sei pronto per questo “futuro”? Quando scendiamo di fascia, e i prezzi di conseguenza sono più bassi, le case produttrici tentano comunque di offrire al cliente le stesse “novità” che offrono con il loro top di gamma.

È proprio il fatto che tentano, ma non si avvicinano del tutto al risultato, che spinge chi compra a pensare che è solo un’imitazione di quello migliore e che quindi, come lo smartphone da più di mille euro non ce ne sono altri dimenticandosi che mai useranno davvero le qualità di quel cellulare (anche perché al di la delle foto e dell’estetica non ne conoscono altre) che seppur non vale tutti quei soldi resta comunque un buon dispositivo (buono, non innovativo).

Purtroppo questa è la scena attuale per quanto riguarda il mercato degli smartphone.

Vorremmo poi azzardare una previsione su quella che sarà ’evoluzione del lato hardware dei cellulari. Ci spieghiamo meglio.

Sin dai principi le memorie RAM, essendo in grado di trasferire i dati in maniera significativamente più veloce rispetto agli altri tipi di memorie, risultavano parecchio costose (un gb di RAM costava molto più di un gb di memoria ROM, la memoria di massa) e si optava quindi per RAM di piccolo taglio anche perchè più una memoria è capiente più grande sarà il tempo che il sistema impiegherà a reperire le informazioni di cui necessita. Ora le cose sono cambiate, la tecnologia è avanzata e le RAM iniziano a essere sempre più capienti e allo stesso tempo veloci, il prezzo sta calando e si iniziano a intravedere sempre più smartphone (vedi Xiaomi Mi Mix 3) con ben 10 gb di RAM (mentre se pensate a quattro anni fa i cellulari avevano 8 gb di ROM). Ciò in cui speriamo è che gli smartphone in un futuro non troppo lontano abbiano un’unica memoria ad alta velocità partizionata virtualmente dove la parte più capiente funge da memoria di massa e quella un po’ più piccolina da RAM. Facendo questo oltre a migliorare la velocità della ROM andremo a risparmiare spazio all’interno dello smartphone e si potrà così sviluppare le batterie in lunghezza invece che in spessore avendo batterie più capienti e cellulari più compatti. Altra cosa sarà invece quella di montare il raffreddamento a liquido su tutti i telefoni come ha dimostrato più volte Xiaomi con Black Shark e Pocofone F1.

E per finire l’innovazione più grande che i produttori possono offrirci è l’integrazione della BlockChain come sta facendo HTC sul suo prossimo modello, Exodus (vedi l’articolo), garantendo sicurezza, affidabilità e privacy all’utente.

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Scritto da Richard Sulollari

Studente di informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Sul sito tratto vari argomenti sulla tecnologia cercando di essere il più chiaro possibile per renderli alla portata di tutti.

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