Spesso si sente parlare di display Super Amoled, Oled o LCD IPS, ma cosa significano effettivamente questi nomi?

Partiamo dalle basi.

In ogni smartphone si parla di risoluzione e di grandezza del pannello. Affinché l’immagine che noi visualizziamo sullo schermo sia ben definita è importante avere un’alta densità di pixel sullo schermo (i pixel sono dei micro quadratini digitali che formano le immagini, più ce ne sono e più lo schermo sarà definito, un po’ come se disegnassimo a puntini microscopici, visto da lontano il disegno sembrerebbe omogeneo). Per questo è importante tener conto del rapporto che c’è tra dimensione e risoluzione. Infatti, in un vecchio 4 pollici, una risoluzione qHD di 960×540 pixel risulterebbe più che sufficiente in quanto avremmo una densità di circa 300 ppi (pixel per pollice) e il limite oltre il quale l’occhio umano è in grado di vedere è proprio quello dei 300 ppi. Tale risoluzione non sarebbe invece idonea per uno schermo da 5″ o superiore in quando per poter riempire una superficie nettamente più ampia con lo stesso numero di pixel, questi ultimi dovranno essere più grandi, i ppi diminuiranno e il risultato saranno immagini poco definite e sgranate. Per questo è importante che la risoluzione di uno schermo ampio come quelli di ora che sfiorano e alle volte superano  i 6″ sia molto elevata (FHD 1920×1080 oppure 2160×1920 ovvero FHD+ eccetera) in modo da assicurare un densità di pixel oltre ai 400ppi.

Diamo ora un occhiata alle varie tecnologie utilizzate nei display degli smartphone.

LCD IPS

Oggi giorno il display LCD è quello più comunemente usato sui telefoni. In parole povere la costruzione di questo display presenta, sotto al vetro e allo strato touch, uno strato di cristalli liquidi con sotto un pannello retroilluminato, ovvero che emette luce a seconda dell’immagine da visualizzare illuminando i cristalli. E così vediamo. Normalmente però le molecole dei cristalli liquidi negli LCD si muovevano perpendicolarmente rispetto al pannello retroilluminato andando così a ridurre l’angolo di visione. Questo tipo di display era detto LCD TN ma per risolvere il problema dell’angolo di visione è stata introdotta la tecnologia IPS. Le molecole dei cristalli liquidi si muovono ora parallelamente rispetto al sottostante pannello luminoso ampliando gli angoli di visione quasi fino a 180° e permettendo cosi di godere di una visuale dello schermo invariata quasi ad ogni angolazione. Un esempio di smartphone con un display dotato di questa tecnologia è lo Xiaomi Redmi 5 Plus (vedi scheda tecnica Xiaomi Redmi 5 Plus).

Passiamo agli Oled.

Gli schermi Oled, a differenza di quelli LCD, non presentano un pannello a cristalli liquidi ne un pannello retroilluminato. Questo tipo di schermo è composto da un materiale organico che emette luce propria se sottoposto a campi elettromagnetici controllati. In questo modo i display Oled possono offrire immagini con colori più accesi e luminosi e neri più assoluti in quanto a un colore nero corrisponderanno dei pixel spenti, cosa che nell’LCD non può essere realizzata in quanto il pannello retroilluminato non si spegne mai del tutto. Sono display che risparmiano energia, facendoci guadagnare in batteria, e che offrono un’ottima resa dei colori con angoli di visuale superiori agli LCD IPS. Un esempio di smartphone con display Oled è l’iPhone X (vedi scheda tecnica Apple iPhone X).

Super Amoled

E’ un’evoluzione degli Oled, la tecnologia che sta alla base è la stessa, ma a differenza dei precedenti affianca allo strato di materiale organico uno strato sottilissimo di transistor (componenti elettriche) e condensatori (componenti elettriche che trattengono l’elettricità fungendo da “serbatoio“). Ogni pixel del display è affiancato da due transistor che fungono da interruttori accendendo e spegnendo il pixel solo quando è necessario. Questo tipo di schermo ha una frequenza di aggiornamento molto più elevata del precedente ma grazie ai condensatori richiede poca energia per funzionare risparmiando più batteria di un display Oled e fornendo colori perfetti, un alto livello di luminosità e neri assoluti per lo stesso principio dello schermo precedente. Inizialmente usata solo da Samsung (il primo smartphone a montare questo schermo fu un vecchio Samsung S8500), questo tipo di tecnologia è stata poi adattata e ottimizzata dai vari produttori in base alle loro esigenze come ad esempio Motorola che ha creato il Super Amoled Advanced nel suo Motorola Moto Z3 Play (vedi scheda tecnica Motorola Moto Z3 Play).

 

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Scritto da Richard Sulollari

Studente di informatica, 20 anni, fondatore e amministratore di richMatics. Sul sito tratto vari argomenti sulla tecnologia cercando di essere il più chiaro possibile per renderli alla portata di tutti.

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